Come abbiamo già visto, l'Autismo è un insieme di caratteristiche di funzionamento neurobiologico che hanno un'origine genetica e congenita; non si tratta quindi, in sé, di una patologia, ma di uno stile di funzionamento differente rispetto a quello neurotipico.

A volte i bambini autistici mostrano, oltre alle proprie specifiche caratteristiche di funzionamento, alcuni sintomi che sono manifestazione di una sofferenza psicologica. Tra di essi troviamo il Mutismo selettivo.

Nel mutismo selettivo il bambino prova in diversi contesti sociali un'ansia estremamente intensa a causa della quale mostra comportamenti comunicativi diversi da quelli che ha a casa.

Nel mutismo selettivo, che colpisce prevalentemente durante l’età evolutiva per poi migliorare nel tempo e a risolversi in misura almeno parziale e nella sua componente sintomatologia, il bambino prova in diversi contesti sociali un'ansia estremamente intensa a causa della quale mostra comportamenti comunicativi diversi da quelli che ha a casa. Negli ambienti sociali tende a non parlare in presenza di persone che non conosce, oppure a richiedere l'intermediazione di un adulto -ad esempio la mamma- per poter dire ciò a cui sta pensando.

Capita che alcuni bambini nello Spettro manifestino caratteristiche sovrapponibili al Mutismo Selettivo, quindi conoscerne le peculiarità può essere utile per far fronte alle sue manifestazioni in modo corretto.



Come Comportarsi

Quando si interagisce con un bambino muto selettivo, infatti, è molto importante attenersi ad alcuni principi fondamentali di comportamento, per aiutarlo a ridurre l’impatto che l’ansia ha sulla sua vita e aiutarlo e aiutarlo a comunicare meglio con le persone che non conosce, facendolo sentire maggiormente al sicuro.


Ecco allora alcuni principi fondamentali:

  • Sensibili differenze nel comportamento: Un bambino con Mutismo Selettivo può manifestare una notevole variabilità comportamentale all'interno dell'ambiente familiare. Per esempio, a volte potrebbe comunicare spontaneamente e in modo fluente, altre volte al contrario potrebbe mantenere il silenzio o mostrarsi restio a comunicare.
  • Non sollecitarlo troppo a comunicare: Un aspetto molto importante è evitare di forzare il bambino a comunicare verbalmente con gli altri, sia in casa, sia in contesti meno conosciuti per lui. La forzatura, infatti, aumenta la sensazione di pressione e ansia, originando un circolo vizioso.
  • Creare un ambiente rilassante: Per mitigare l'ansia e facilitare il passaggio alla comunicazione verbale, è utile creare un ambiente familiare quanto più rilassato e rassicurante possibile. È bene evitare di punire il bambino se non parla, e allo stesso tempo rinforzarlo in modo manipolato (ad esempio: oggi andiamo dal dottore, se gli parli normalmente dopo ti compro quel nuovo videogioco). È inoltre importante non far sentire il bambino in colpa in caso di mancato successo nella comunicazione. Si tratta di indicazioni non sempre facili da seguire, poiché i genitori desiderano molto che il loro bambino miglioria anche vedendone la sofferenza, ma questi atteggiamenti, sconsigliati, peggiorano le manifestazioni sintomatologiche e prolungano la difficoltà.
  • Attenzione aspettative: gli adulti dovrebbero stare attenti a non creare aspettative di successo e risoluzione eccessive e a non minimizzare le difficoltà del bambino (ad esempio dicendo: “non hai nulla, devi solo parlare con la maestra, è facile, tutti gli altri ce la fanno"). Al contrario, risulta molto rassicurante manifestare una pacata fiducia nei confronti delle sue capacità.
  • Evitare reazioni eccessive di fronte ai progressi: È importante che i membri della famiglia non reagiscano con sorpresa eccessiva o eccessiva gioia se il bambino inizia a comunicare verbalmente in situazioni o con individui diversi.
  • Coinvolgimento attivo: Per ridurre l'ansia e favorire la comunicazione attiva, è utile coinvolgere il bambino nelle decisioni che lo riguardano e informarlo in modo chiaro su ciò che lo attende; chiedergli se se la sente di sfrontare una nuova situazione lo farà sentire più al sicuro.
  • Spiegazione del Mutismo Selettivo: È essenziale spiegare al bambino il concetto di Mutismo Selettivo utilizzando un linguaggio accessibile e fornendo una definizione chiara della sua difficoltà. Questo aiuterà il bambino a comprendere che non è l'unico ad affrontare tale sfida e gli darà una prova concreta di quanto sia amato e supportato dalla famiglia.
  • Approcci creativi e stimolanti: Per affrontare situazioni ansiose, si possono impiegare strategie creative, come la creazione di giochi e la presentazione piccole sfide.
  • Favorire l'autonomia: Gradualmente, è consigliabile incoraggiare l'autonomia del bambino coinvolgendolo nelle attività quotidiane relative alla cura personale e alle responsabilità domestiche. Inoltre, la pianificazione congiunta di attività e l'offerta di opportunità di socializzazione all'interno di un ambiente familiare sicuro possono essere utili.
  • Collaborazione con scuola e insegnanti: La famiglia dovrebbe collaborare strettamente con la scuola e gli insegnanti per comprendere le differenze comportamentali del bambino in contesti scolastici rispetto a quelli familiari. Questa cooperazione può essere fondamentale per ottenere il supporto necessario, anche da parte di specialisti, al fine di assistere il bambino in modo efficace.

Le indicazioni fornite, sono utili ogni volta in cui si manifestano disturbi d’ansia. Pur non essendo il mutismo selettivo una parte sistematica e stabile dello Spettro, succede che i bambini autistici, anche a causa delle difficoltà di comunicazione proprie della loro neurodivergenza, si sentano in ansia quando devono interagire in contesti diversi da quello famigliare. In questi casi, questo breve manuale può fornire le indicazioni di massima da seguire. L’associazione AIMUSE, punto di riferimento italiano per il mutismo selettivo, può essere di grande supporto per le famiglie e gli adulti in genere che si relazionano con un bambino muto selettivo, sia nello spettro, sia neurotipico.

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